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Protesi PIP: le raccomandazioni internazionali.

Berlino e Praga raccomandano il ritiro delle protesi mammarie PIP. Secondo Londra non ci sono prove sufficienti a motivare la rimozione preventiva delle protesi mammarie della società francese Poly Implant Prothese (Pip) dalle donne cui sono state impiantate. E tutto questo quando giovedì l’Unione europea aveva promesso un rafforzamento dei controlli su queste protesi.

Scandalo protesi al seno PIP: cresce il numero dei paesi coinvolti, ognuno con una risposta diversa di fronte alla paura delle donne.

La paura ha vinto all’estero. Un mese dopo l’esplosione della protesi scandalo del seno PIP in Francia, molti paesi hanno raccomandato la rimozione degli impianti mentre sarebbero tra 400.000-500.000 le donne interessate in tutto il mondo. La società ha prodotto fino a 100.000 protesi all’ anno, di cui l’84% destinato all’esportazione, tra cui l’America Latina, Spagna e Gran Bretagna.

Ora Germania e Francia consigliano l’asporto generalizzato degli impianti a rischio rottura.

La Gran Bretagna concede la rimozione gratuita per le donne operate in strutture pubbliche, il 5 per cento, ma non vuole allarmismi: “Non raccomandiamo la rimozione di questi impianti, perché non si sono evidenziati problemi di sicurezza, effetti tossici o legami diretti coi tumori”, spiega Andrew Lansley del dipartimento per la salute pubblica, “È quindi più importante non esagerare i motivi di preoccupazione. Ma se le donne sono allarmate, le sosterremo”.

Cambio gratuito della protesi in Venezuela, limitato ai casi di tumore in Francia e a quelli strettamente necessari in Italia, Belgio e Colombia.

Tra le 400 e le 500 mila le portatrici di protesi a marchio Pip nel mondo, l’incidenza maggiore in Europa e Sudamerica.

Sul banco degli imputati il gel in silicone non conforme utilizzato dalla società francese produttrice, oggi fallita. Di origine industriale, sarebbe la causa della rottura degli impianti e potrebbe essere cancerogeno.

Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti“, pertanto, sta continuando a raccogliere denunce e segnalazioni che sono già giunte numerose da ogni parte d’Italia, al fine di avviare tutte le azioni utili per la tutela dei cittadini interessati da questo scandalo da ogni pregiudizio subito per ottenere il relativo risarcimento del danno in qualsiasi sede per qualsiasi fatto illecito, civile o penale.

Lecce, 08 gennaio 2012

Giovanni D’Agata

Protesi al seno Pip, la situazione paese per paese, tra paura e pareri contrastanti

protesi_PIP

Continua a far discutere il caso di caratura internazionale sulle protesi al seno difettose prodotte dalla  società francese PIP.

Ad essere incriminato il gel utilizzato, che secondo alcuni studi potrebbe essere cancerogeno anche se vi è da precisare non vi è al momento una corrispondenza certa tra il rischio di cancro e le protesi, ma vi è un pericolo pressoché accertato sulle possibilità di rottura degli impianti, che per Parigi si verifica nel 5% dei casi.

La diffusione del “prodotto” su scala globale sta facendo crescere giorno dopo giorno il numero degli stati interessati. E le istituzioni competenti, paese per paese, stanno approntando soluzioni per dare risposte ai crescenti timori delle migliaia di donne coinvolte.

Non solo europee: dalla Francia, Danimarca, Spagna, Italia, ma anche Brasile, le 300 mila donne di 65 diversi paesi hanno lo stesso tipo di protesi, ma la diversità e la  non omogeneità dei sistemi sanitari dei vari paesi non consente un’uniformità di soluzioni.

La maggior parte delle protesi sarebbe stata impiantata in Gran Bretagna, Francia e Brasile, mentre in altri Stati come la Germania non sono disponibili ancora dati certi.

I Ministeri della Salute di Spagna e Repubblica Ceca ad ora hanno consigliato alle interessate di consultare il medico che le ha operate.

È, infatti, dell’ultima ora, la notizia secondo cui anche la Germania dopo la Francia ed il Venezuela ha consigliato l’asporto degli impianti a rischio rottura.

Le sole Gran Bretagna, Francia e Venezuela per il momento garantiranno la rimozione delle protesi a carico del servizio sanitario nazionale a tutte le donne che ricorreranno alle strutture pubbliche. Si stima che il costo per la sola mutua francese sarà pari a 60 milioni di euro. In Italia e in Belgio le spese saranno pagate solo se necessario.

Ma gli esperti già sconsigliano l’eliminazione di massa, anche per i rischi legati all’intervento e all’anestesia.

Vi è da dire che Jean-Claude Mas, fondatore della società francese produttrice, ha parlato di contro verità ed ha negato sin da subito i rischi per la salute.

Il “silicone” utilizzato dalla PIP per le protesi mammarie sarebbe una gelatina nella quale sarebbe stata riscontrata la presenza di additivi impiegati nell’industria petrolchimica e poco compatibile con il corpo umano e che peraltro non sarebbe mai stata testata sull’uomo.

Tra le sostanze individuate risulterebbero resine utilizzate per produzioni come quella di carburanti, gomma, computer. Peraltro, v’è da specificare che è stata proprio la società Pip di Seyne-sur-Mer di Marsiglia che con la pubblicazione della composizione ha fatto generare un’ondata di panico collettiva tra le 300 mila donne che si sono fatte impiantare le protesi mammarie.

Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti“, pertanto, sta continuando a raccogliere denunce e segnalazioni che sono già giunte numerose da ogni parte d’Italia, al fine di avviare tutte le azioni utili per la tutela dei cittadini interessati da questo scandalo da ogni pregiudizio subito per ottenere il relativo risarcimento del danno in qualsiasi sede per qualsiasi fatto illecito, civile o penale.

Giovanni D’Agata

PREVENZIONE CON AUTOVELOX E TELELASER A LECCE E PROVINCIA

LA POLIZIA PROVINCIALE RENDE NOTO

IL PIANO DI PREVENZIONE CON AUTOVELOX E TELELASER :

I CALENDARI DEL MESE DI GENNAIO

Si trasmettono i calendari dei controlli tramite autovelox e telelaser sulle strade provinciali relativo al mese di gennaio 2012, disponibili sul sito istituzionale della Provincia (www.provincia.le.it), nella sezione dedicata alla Polizia Provinciale.

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Lotterie istantanee i cosiddetti “gratta e vinci” e “superenalotto”: dal 2012 una tassa al 6% delle vincite superiori a 500 euro

Anche se per principio Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ha sempre puntualizzato la contrarietà verso il gioco d’azzardo di Stato e l’incentivazione di lotterie, “Gratta & Vinci”, e di qualunque misura che inviti il cittadino all’indebitamento, specie dietro al falso mito della “Fortuna”, la notizia che riportiamo ha dell’incredibile se si pensa che era quasi passata inosservata ai più e costituisce un’ulteriore prova che si voglia sempre far pagare i soliti noti, in questo caso qualche “fortunato” consumatore.

Ci riferiamo in particolare al nuovo balzello introdotto dalla Manovra bis della scorsa estate dell’ultimo governo Berlusconi che entrerà in  vigore a partire dal 1 gennaio 2012: secondo quanto contenuto in un articolo della suddetta manovra, lo Stato tratterrà il 6% delle vincite superiori ai 500 euro di Superenalotto, lotterie istantanee tipo i Gratta e Vinci e per le videolotteries. È da ricordare che la stessa percentuale è già prevista per il gioco del Lotto e il 10&Lotto.

La nuova tassa, come puntualizzato dall’agenzia specializzata Agicos, era stata già annunciata con un decreto dai Monopoli di Stato, in attuazione della manovra bis del 2011.

Per superenalotto e Gratta e Vinci, la misura entrerà in vigore dal primo gennaio, mentre per le videolotteries i concessionari dovranno adeguare i sistemi di gioco entro il 20 gennaio.

Il precedente governo ha previsto così d’incassare a danno dei consumatori circa un milardo di euro l’anno a partire dal prossimo con questa vera e propria tassa al 6% delle vincite superiori a 500 euro anche se ha dato facoltà ai Monopoli di “variare l’assegnazione della percentuale della posta di gioco a montepremi ovvero a vincite in denaro, la misura del prelievo erariale unico, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita“. Si pensi che se il prelievo fosse stato applicato ai 178 milioni al Superenalotto nell’ottobre del 2010, la più alta vincita della storia in Italia, l’importo che sarebbe finito nelle casse dell’Erario sarebbe stato pari a 10,6 milioni di euro.

Chiaramente il balzello  del 6% si applicherà anche alle recenti lotterie vitalizie. Per esempio, “Win for Life” che attualmente attribuisce ai fortunati della prima categoria di vincite un premio da 6 mila euro al mese per 20 anni, con l’introduzione della misura scenderà a 5.640 euro (-360 euro). Per ‘Gold’, saranno invece trattenuti 600 euro. Analogo discorso per i vitalizi assegnati con i gratta e vinci: 360 euro in meno al mese con “Turista per Sempre” (e meno 12 mila euro per il bonus da 200 mila euro), e meno 600 euro al mese con “Vivere alla Grande” (e meno 30 mila euro per il bonus da 500 mila euro). Sul jackpot massimo delle Videolotteries, di 500 mila euro, il prelievo sulla vincita arriverà fino a 30 mila euro.

Se da una parte viene introdotto una sorta di inganno da parte dello Stato che a fronte di una vincita dichiarata, in realtà verserà il 6 % in meno ai vincitori, resta una magra consolazione per i “giocatori”: la tassa non inciderà su Lotteria Italia, scommesse, poker e casinò online, bingo e slot machines, assodato che la vincita massima di 100 euro, è ben al di sotto della soglia su cui si applicherà la nuova tassazione.

IL SALENTO E LA TERRA SANTA PER UN PROGETTO DI PACE

L’IMPEGNO DELLA PROVINCIA DI LECCE PER IL DIALOGO IN TERRA SANTA

“Un impegno forte e concreto della Provincia che, seppur in un periodo di crisi, testimonia il valore della solidarietà e delle cultura per la crescita della Comunità internazionale”. Il messaggio arriva dall’assessore provinciale alle Politiche giovanili e Pace Bruno Ciccarese, che interpreta le finalità e lo spirito di “Salento: Vita e Pace in Terra Santa”, progetto che ha visto, anche quest’anno, protagonista la Provincia di Lecce, in particolare l’assessorato alle Politiche Giovanili, in tema di cooperazione internazionale con le istituzioni e la realtà sociale della Palestina e dello Stato d’Israele.

Si tratta di un progetto, avviato nel 2007 con la visita nel Salento del sindaco di Bethlehem Victor Batarseh, che la Provincia di Lecce, insieme ad alcuni Comuni salentini, ha inteso proseguire, rafforzando i legami con la Terra Santa, sotto molteplici aspetti: culturali, religiosi, sociali e politici.

Un impegno che è assicurato dalla concreta attività svolta e coordinata dall’Associazione delle Città Storiche del Mediterraneo e dall’Associazione Vita e Pace, attraverso cui la Provincia, con il coinvolgimento dell’Istituto di Culture Mediterranee, ha potuto costituire una fitta rete di relazioni istituzionali con le autorità che operano in Palestina ed Israele, sviluppare una attività culturale fondata sui valori della pace e della solidarietà e promuovere importanti attività culturali, soprattutto in campo artistico-musicale e in quello della comunicazione istituzionale.

Numerose  e significative le attività realizzate nel 2011. Nell’aprile scorso, la settimana precedente la Pasqua, si è svolto un Concerto, presso il Teatro Politeama Greco di Lecce, con l’artista Nabil Salameh, leader dei Radiodervish, per raccogliere fondi a favore dell’Accademia Musicale di Bethlehem.

Seconda tappa è stata quella del “Mercatino della Solidarietà”, svoltosi a Bethlehem lo scorso novembre, dove sono state assicurate provviste inviate dal Salento, grazie ad una raccolta di merci offerte da prestigiose imprese locali. I proventi di questa iniziativa sono stati messi a disposizione delle istituzioni palestinesi.

Il “Concerto per la Vita e per la Pace” costituisce, ogni anno, l’evento centrale del progetto. Anche quest’anno, grazie al contributo della  Provincia di Lecce, è stata realizzata una produzione televisiva, intitolata il “Concerto della Orchestra Palestinese”, integrata da musicisti italiani, trasmessa il giorno di Natale in eurovisione sulle reti Rai.

La cooperazione con le Istituzioni  ed i soggetti economici presenti in Terra Santa continua ad essere concreta e significativa anche sul piano dello sviluppo economico, grazie ad “Olivo: Coltura e Cultura del Mediterraneo”, un progetto che valorizza le potenzialità della coltura dell’ulivo sviluppando sia il settore dell’artigianato artistico che quello del commercio di prodotti innovativi nel campo della cosmesi.

Non ultimo, l’impegno ed il coinvolgimento di alcuni Comuni salentini nella realizzazione di questo percorso. Come accaduto, infatti, per gli anni passati, con i Comuni di Gallipoli, Otranto, Galatina e Novoli, quest’anno è stata la volta del Comune di Uggiano La Chiesa, che ha partecipato alle attività svolte in Terra Santa nell’immediata vigilia di Natale, con un sostegno diretto a due scuole di formazione dell’infanzia.

Il legame con le istituzioni che operano nel campo della formazione è impreziosito del rapporto con l’Università di Bethlehem: particolare significato ha assunto la visita di una delegazione di studenti, ospiti della Provincia di Lecce in questo periodo natalizio.

Infine, è stata raccolta, a conclusione dell’iniziativa di quest’anno, l’idea che potrà fungere da traccia per la XII edizione del Concerto per la Vita e per la Pace: l’opportunità e l’invito per la Provincia di Lecce di ospitare l’Orchestra Palestinese nel Salento ed invitare quella dell’Istituzione Concertistica della Provincia di Lecce per la prossima edizione a Bethlehem e Gerusalemme.

Lecce, 30 dicembre 2011

Recital Pianistico del M° Epifani il 22/1/2012

Il M° Pierluigi Epifani, cattedratico presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce, terrà un recital pianistico dal programma esaltante, domenica 22 gennaio 2012 presso il fastoso Teatro Comunale di Novoli:

Recital Pianistico del M° Epifani a Novoli

Recital Pianistico del M° Epifani a Novoli

FENOMENO MIGRATORIO. OTTO OPERE DI ARTE CONTEMPORANEA COLLOCATE IN DIVERSI PUNTI DI OTRANTO

Dal cortile del Castello Aragonese alla sua sala circolare e fino ai sotterranei, dalla spiaggetta dell’Area Fabbriche alla Lega Navale, dalla Torre Matta ai nuovi spazi commerciali nell’area fabbriche: Otranto si veste di arte contemporanea, grazie alla creatività di otto artisti che hanno interpretato il fenomeno migratorio attraverso altrettante installazioni, diverse per materiali e ispirazione, ma tutte suggestive e fortemente evocative.

Oggi, giovedì 29 dicembre, alle ore 17, al Castello Aragonese di Otranto, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle opere realizzate nel corso del workshop internazionale d’arte contemporanea svoltosi nell’ambito del progetto “L’Approdo. Opera all’umanità migrante”, finalizzato alla trasformazione della motovedetta albanese Kater I Rades in un’opera d’arte dedicata ai dispersi per mare durante le migrazioni e coordinato dallo scultore greco Costas Varotsos.

Interverranno l’assessore alle Politiche Giovanili e alla Pace della Provincia di Lecce Bruno Ciccarese, il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, il presidente della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo Luigi Ratclif, l’autore del saggio “Il Naufragio. Morte nel Mediterraneo” Alessandro Leogrande,

Sono otto i giovani artisti che hanno partecipato al workshop organizzato dalla cooperativa Artemisia, in collaborazione con la Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo: Mohamed Ziada (Egitto), Raffaela Zizzari (Italia),  Sandra Lorenzi (Francia), Dusica Ivetic (Montenegro), Victoria Leonidou (Cipro), Arta Ngucaj e Arben Beqiraj (Scaf.Scaf) (Albania), Rami Farah (Siria). Essi hanno dato vita ad un itinerario di ricerca che, partendo dal relitto della Kater I Rades, ha interessato la città di Otranto, i suoi cittadini, la sua storia, il suo ruolo nel contesto del Mediterraneo sud orientale, il rapporto con il fenomeno migratorio che ha segnato la storia della città dagli anni Novanta ad oggi.

Il risultato di questa ricerca sono otto lavori ideati e realizzati nel corso dei dieci giorni del workshop, utilizzando materiali e linguaggi diversi: dalla pietra al legno, dallo specchio al gesso, dalla luce al suono, alla fotografia. Le opere, a cominciare dalla loro stessa collocazione in diverse parti della città, pongono il problema del rapporto tra la città, la sua identità ed il mare inteso come rapporto con l’altro.

Mohamed Ziada (Egitto) ha lavorato con la pietra realizzando una imbarcazione le cui forme risalgono ai miti faraonici che raccontano di come, attraverso queste imbarcazioni, le anime di coloro che perivano per mare approdavano in un mondo migliore, dove potevano risorgere e vivere in eterno. Ziada ha voluto dedicare la sua opera alle anime degli albanesi periti sulla Kater. E’ possibile vedere questa opera, dal titolo Sun Boat, nel cortile del Castello Aragonese.

Raffaela Zizzari (Italia) ha eretto i remi, appositamente prestati per l’occasione dai pescatori di Otranto e Gallipoli, a simbolo degli approdi che da vent’anni si verificano sulla costa salentina. Venti remi tutti diversi. Venti come gli anni passati dai primi sbarchi. Remi come uomini appena sbarcati. ma per ricordare coloro che un remo o uno scoglio a cui aggrapparsi non l’hanno trovato. L’allestimento dal titolo Venti Remi è visibile presso la sala circolare del Castello Aragonese.

Sandra Lorenzi (Francia) ha realizzato due opere. La prima intitolata The Ferryman è visibile sulla spiaggetta dell’Area Fabbriche. L’installazione fa riferimento alla mitologia greca. Il gesto semplice di riempire di pietre un gommone distrutto dal mare, pone le basi della costruzione di un monumento che gli stessi abitanti di Otranto potrebbero continuare a costruire. La seconda opera, dal titolo Sunken Promicises e collocata presso la Lega Navale, è stata realizzata a partire da una statua del Cristo in cemento e ricoperta, successivamente, da materiali che evocano l’universo sottomarino. La statua perde progressivamente la sua fisionomia per trasformarsi in un feticcio informe e organico che, tuttavia, non smarrisce l’efficacia del gesto delle braccia tese all’accoglienza.

Dusica Ivetic (Montenegro) è l’autrice di Non affoga colui che cade in acqua-ma affoga chi male incappa. Questo il titolo enigmatico della giovane artista montenegrina che ha lavorato con materiali differenti realizzando presso la Torre Matta un allestimento che vuole evocare i passi dei naufraghi della Kater I Rades e, nello stesso tempo, ricordarci che il mondo è sommerso di parole inutili che intasano i cuori degli uomini per evitare loro le responsabilità a cui, invece, l’arte li richiama.

Victoria Leonidou (Cipro). Noi è il titolo del lavoro di questa artista cipriota che parte da una citazione di Julia Kristeva: “Lo straniero vive con noi: egli è la faccia nascosta della nostra identità”. Nel mondo contemporaneo il fenomeno migratorio ha assunto dimensioni tali da influenzare la sfera politica, sociale e culturale sino a toccare il problema dell’identità nazionale. Il lavoro di Leonidou riflette sul rapporto tra il “se” e l’”altro”, “noi” e “loro” e provoca lo spettatore a cercare il coraggio di guardare nello specchio per scoprire se stesso come uno straniero in rapporto a “loro”. L’opera è collocata nei nuovi spazi commerciali nell’area fabbriche.

Arta Ngucaj – Arben Beqiraj (Scaf.Scaf) (Albania). L’intervento artistico di Scaf.Scaf prende le mosse da quel fatidico venerdì Santo del 1997, quando la Kater I Rades affondò trascinando verso il fondo 81 cittadini albanesi, per la maggior parte donne e bambini. L’opera interpreta il desiderio dei familiari delle vittime di partecipare attivamente al progetto del Comune di Otranto di trasformare il relitto della Kater nel simbolo di tutte le migrazioni nel Mediterraneo. Sono loro ad aver fornito le immagini dei volti delle vittime che rappresentano il punto forte dell’intervento dei due artisti. L’opera è collocata nei nuovi spazi commerciali nell’area fabbriche.

Rami Farah (Siria). Il titolo dell’installazione di Rami Farah è Scatola Nera. Abituato a lavorare con le immagini e con il suono, l’artista registra una combinazione di voci e di rumori prossimi alla paura, all’incertezza, alla morte. Nel contesto straniante dei sotterranei del Castello Aragonese, si riproducono gli incubi dei naufraghi attraverso una scenografia fatta esclusivamente di rumori e voci, la cui drammaticità è esaltata dal buio totale che avvolge l’installazione. Uno stato d’allerta che viene fuori da una scatola nera, un oggetto che nonostante le sue piccole dimensioni riesce a documentare le tragedie più grandi della contemporaneità.

Lecce, 29 dicembre 2011

Passaggi pedonali: sicuri o trappole mortali? Troppe le strisce pedonali pericolose

Dovrebbero garantire la sicurezza dei pedoni, ma ancora oggi, sono troppi i sinistri stradali di cui troppi con conseguenze gravissime, che accadono sugli attraversamenti pedonali.

L’anno 2011 sta per volgere al termine e si attendono ancora le statistiche ufficiali per conoscere, dati alla mano, se un’effettiva riduzione della sinistrosità c’è stata, ma il clamore per troppi eventi tragici avvenuti anche quest’anno a danno non solo di automobilisti o trasportati sui veicoli, ma anche su incolpevoli pedoni è sempre troppo alto.

Per tali ragioni lo “Sportello dei Diritti” del quale Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, è fondatore, ha deciso di lanciare per il 2012 una campagna di sensibilizzazione destinata a tutti gli utenti della strada, ma soprattutto delle pubbliche amministrazioni affinché vengano messi in sicurezza tutti gli attraversamenti pedonali.

Perché continuano ad essere troppo frequenti, quasi da bollettino di guerra, le notizie relative al decesso o il ferimento di pedoni falciati da veicoli sulle strisce pedonali, tant’è che a fronte di una riduzione lenta ma costante dei sinistri stradali a livello globale, l’impressione è che gli incidenti di questo tipo siano se non in aumento, quantomeno stabili tant’è il clamore che continuano, giustamente, a suscitare.

È fatto notorio, che al di là della legislazione stabilita nel Codice della Strada nostrano che prevede all’articolo 191 l’assoluto diritto di precedenza dei pedoni sulle strisce pedonali, troppo soventemente a causa del comportamento imprudente degli automobilisti, chi attraversa a piedi preferisce rinunciare a questa prerogativa per non rischiare la propria pelle, tant’è che secondo alcune statistiche la responsabilità a carico dei guidatori per ciò che riguarda incidenti di tal tipo risulta essere nell’85% dei casi esclusivamente a carico del guidatore, mentre solo nel 3% è colpa del pedone.

Nel nostro Paese non si contano i passaggi pedonali per quanti ve ne sono, ma proprio per tale ragione, allo stesso modo, è difficile stabilire quanti di questi siano davvero una garanzia di sicurezza e quindi a norma di legge. Infatti, troppi sono stati realizzati erroneamente oppure situati in luoghi inadeguati.

Tra gli aspetti principali affinché un passaggio pedonale sia davvero sicuro vi sono: la possibilità di inserire un’isola pedonale al centro della carreggiata per le strade più  ampie, la necessità di illuminare adeguatamente il passaggio, la presenza di catarifrangenti e un’adeguata avvistabilità della presenza dell’attraversamento stesso che dev’essere sgombro da ostacoli di qualsiasi tipo e le cui strisce devono essere costantemente ridipinte sul manto stradale per non risultare sbiadite o parzialmente cancellate.

Alla luce di questi necessari accorgimenti, ci chiediamo quante strisce pedonali siano in regola in Italia?

Lecce,  dicembre 2011

Giovanni D’AGATA

Salute: trapano addio, presto dal dentista la carie si curerà con un pennello al plasma.

Laser al plasma

Laser al plasma

I denti si potranno curare con lampi di gas plasma freddo, che spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto. Il pennello al plasma è una nuova tecnica che potrebbe sostituire il trapano in operazioni di otturazioni dentale.

Una buona notizia per coloro che vivono nella paura di sottoporsi all’otturazione dei denti.

L’Hi-Tech è un “pennello al plasma” che può svuotare i denti cariati in soli 30 secondi, con solo una leggera sensazione di freddo per il paziente.

La “paternità” dell’innovazione è dell’equipe di scienziati dell’Università del Missouri, che sono stati i pionieri della ricerca insieme ad una  società di tecnologia medica Nanova e dell’equipe di Stefan Rupf dell’università Saarland ad Amburgo. Il “ Journal of Medical Microbiology” ha riferito che i lampi di plasma nell’arco di alcuni secondi sono in grado di ridurre di dieci mila volte la concentrazione di batteri dentali. Attualmente per eliminare una carie, ossia la corrosione di smalto e dentina causata da un’infezione batterica, si utilizza lo strumento del trapano, che agisce rimuovendo il tessuto infetto intaccando però l’integrità del dente.sono fiduciosi che il nuovo dispositivo segna un enorme passo avanti nella pratica dentale.

Il pennello contiene un gas plasma è una nube reattiva di particelle cariche elettricamente, ossia radicali liberi, prodotta dall’azione di un forte campo elettromagnetico su acqua ossigenata vaporizzata. Questo gas oggi si utilizza per sterilizzare strumenti chirurgici sensibili al calore, poiché la temperatura di questo processo con il plasma non supera i 50 gradi. Quello utilizzato dai ricercatori tedeschi è un plasma freddo e indolore, e lo hanno sperimentato su dentina estratta da denti umani infetta dai due principali batteri responsabili della carie, Streptococcus mutans e Lactobacillus casei. L’equipe ha esposto i denti per 6, 12, 18 secondi notando che bastavano a eliminare il tessuto infetto. Maggiore è l’esposizione al gas, maggiore è la densità di batteri eliminata.

Grazie alla bassa temperatura si possono uccidere i microbi preservando i denti’’, spiega Rupf. Con questa meccanismo, che non prevede un contatto fisico col dente stesso, la qualità del sorriso è assicurata, con la poltrona del destina che termina di essere un incubo.“La ricerca in questo campo ha fatto già enormi progressi – conclude Rupf – e da qui a 3-5 anni il trattamento clinico delle carie col plasma sarà realtà’’.

Sempre nel campo della cura dei denti è in arrivo un’altra innovazione, la cui scoperta risale a un anno fa. Un gruppo di scienziati del Leeds Dental Institute hanno trovato una proteina che è in grado in maniera del tutto naturale di riparare i buchi sulla superficie smaltata. Questa nuova proteina agisce sul dente attirando i minerali che formano lo smalto nello stesso modo in cui il corpo crea i nuovi denti, e potrebbe essere utilizzata anche per curare la sensibilità al caldo e al freddo causata dai piccoli buchi. Questa innovazione sarà disponibile però tra circa 4 anni, come hanno dichiarato gli stessi esperti dell’equipe inglese.

In Italia dichiara Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti“solo uno su dieci può vantarsi di avere una bocca sana, senza un’infiammazione o una carie. Infatti il 60% tra i 13 e i 18 anni ha avuto almeno una lesione da carie, mentre tra i 19 e i 25 anni la patologia prevale all’80%. Il Nord è più sano, seguito dal Centro e dal Sud.

Giovanni D’Agata

LE CORTI A MEZZANOTTE A GALATINA

RITORNA  LA SECONDA EDIZIONE DI

“LE CORTI A MEZZANOTTE”:

DOMANI A PALAZZO ADORNO LA PRESENTAZIONE

Domani, venerdì 23 dicembre, alle ore 11, a Palazzo Adorno, si terrà la presentazione della seconda edizione dell’evento “Le corti a mezzanotte”, organizzato dall’agenzia Mood, in collaborazione con Provincia di Lecce, Iat e Comune di Galatina.

Alla presentazione interverranno Francesco Pacella, assessore al Turismo e al marketing della Provincia di Lecce, Piero Anselmi, titolare dell’Agenzia Mood e Raffaello Murrone,  direttore artistico dell’evento.

L’appuntamento con “Le corti a mezzanotte” si terra a Galatina mercoledì 28 dicembre, a partire dalle ore 19. L’evento, nato come espressione dell’arte e della cultura della terra salentina, si veste di nuovo nell’edizione invernale, diventando un viaggio ideale dal periodo medievale fino alla contemporanea cultura popolare.

Lecce, 22 dicembre 2011